Gastronomia
Tra le verdure, consumate crude e cotte soprattutto dalla plebe rurale, ricordiamo le cosiddette “portulacee”, diverse specie di cavolo e di cicoria, vari tipi di bieta, di spinaci e di lattuga. Quest’ultima, in particolare, aveva fama di spegnere il desiderio sessuale e, perciò, tenuta in gran considerazione dal morigerato Pitagora che la chiamava “eunuco”. Per Diocle di Carysto, la migliore lattuga era quella nera, ma ve ne erano molte altre specie (rossa, verde, bianca, “a cappuccio”). La più saporita, secondo il botanico Teofrasto, giungeva nei mercati greci da Cipro. Al contrario della lattuga, erano ritenuti afrodisiaci i porri, le cipolle, l’aglio, la menta. In particolare, quest’ultima era ritenuta un’erba sacra, dal potere eccitante e corroborante, nata dal corpo smembrato della ninfa Mintha, amante del dio degli Inferi, Ade. Anticamente, essa era usata nei riti funebri per profumare i cadaveri.




