Dioniso

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Nacque da una delle tante scappatelle di Zeus, il quale sedusse la bellissima Semele, figlia di Cadmo e di Armonia. Era, gelosa, si vendicò, si travestì da vecchia e, facendo nascere nella fanciulla il sospetto che il suo amante fosse un orribile mostro, la convinse a chiedere a Zeus di mostrarsi in tutta la sua maestà. Zeus dapprima si rifiutò: "Non reggeresti alla vista!" le disse, ma Semele lo supplicò tanto che alla fine egli decise di mostrarsi al naturale. Immediatamente la fanciulla cominciò a bruciare come una torcia, Ermes fece appena in tempo ad estrarre dal suo ventre il piccolo Dioniso, non ancora settimino, e a cucirlo in una coscia del padre.

 

A tempo debito Zeus ruppe la cucitura e così nacque Dioniso, dotato di corna e di serpenti al posto dei capelli. Per ordine di Era, i Titani lo presero, lo fecero a pezzi e lo gettarono in un calderone di acqua bollente, mentre dal suo sangue nasceva il melograno. La nonna Rea accorse, rimise insieme i brandelli del piccolo e gli ridiede la vita, Zeus poi lo affidò a Persefone e Persefone lo affidò ad Atamante re di Orcomeno e a sua moglie Ino. Dioniso fu allevato nel gineceo, travestito da fanciulla, ma Era, irritata, fece impazzire i due coniugi e Atamante uccise suo figlio Learco scambiandolo per un cervo. Zeus allora trasformò Dioniso in un capretto e lo affidò alle ninfe del monte Nisa. (Da qui il nome Dioniso, che significherebbe "dio di Nisa"). Un giorno Dioniso, gironzolando, vide una strana pianta dalla quale pendevano grappoli di palline, gli venne l'idea di spremerle, lasciarle fermentare e berne il liquido, così scoprì il vino. Quando diventò grande, Era lo individuò e lo fece impazzire.